Com'è Iniziata - I NEANDERTAL
COME È INIZIATA
È GIUNTA L'ORA DI SAPERE, DI CAPIRE DA DOVE VIENE E CON CHE RADICI SI È FORMATO IL RUGBY CLUB VALPOLICELLA
Sicuramente, ne sono certo, Voi che leggete questa storia della palla ovale giallo-rossa, non sapete quali eccezionali personaggi hanno fondato nel lontanissimo 1974 quella che ora è una stupenda realtà a disposizione di tutti quanti hanno voglia di praticare uno sport unico e libero.
La Società si chiamava Rugby Negarine e portava i colori giallo-blu, in seguito è stata cambiata in Rugby Club Valpolicella con colori giallo-rossi.
A queste persone è dedicato questo foglio come omaggio al loro coraggio, alla loro forza di praticare uno sport completamente fuori dal mondo di allora, combattendo contro tutto e tutti, genitori compresi, che non capivano e non accettavano tale sfogo sportivo.
Dopo ogni partita, quando Voi giocatori di adesso tornate a casa, la prima cosa che vi sentite chiedere è: "quanto avete vinto?".
Questo perchè il gioco del Valpolicella in tutti questi anni è cresciuto e migliorato con l'apporto di tecnici, dirigenti, e genitori tutti. Ma allora nel 1974, e fino al 1978 circa, ci si sentiva chiedere: "quanto avete perso?" "quanti punti avete preso?" "perchè continui a giocare se non vincete mai?". La risposta era talmente semplice che non era capita: "perchè mi piace, mi diverto, sto con gli amici, e questo mi basta."
Capite, Voi tutti, contro cosa si doveva combattere ogni domenica oltre che con il campo pieno di fango, spogliatoi da pulire dopo ogni partita, porte da mettere e togliere dopo la partita perchè il pomeriggio dovevano giocare quelli del calcio, avversari enormi cattivi ma che alla fine si congratulavano con questi pivelli che comunque vendevano cara la pelle giocando a rugby, con i propri amici.
A tutti questi primi temerari e a quanti si sono succeduti negli anni difficili del rugby giallo-rosso va il ringraziamento ed il riconoscimento del Rugby Club Valpolicella di oggi.
GRAZIE RAGAZZI
CHI ERANO, COSA HANNO FATTO PER IL RUGBY VALPOLICELLA (EX NEGARINE)
ED ORA... DOVE SONO?
Ma chi erano e cosa facevano i pionieri, i Neandertaliani della palla ovale Valpolicellese? Erano amici che si frequentavano anche oltre il rugby.
Fotografie di Storia del Rugby di allora ce ne sono poche, (con l'aiuto di chi ci legge se ne potranno mettere), ma i loro visi sono sempre impressi nella mia mente e in quella dei pochi superstiti che frequentano abitualmente il Club.
LE TRIBU’ DI PROVENIENZA
Chi sono questi “Neandertaliani” che hanno fatto la storia del Rugby Club Valpolicella? Eccoli, divisi per tribù di provenienza.
"I CASTELROTTIANUM"
Provenienti dalla Collina di Castelrotto
La dinastia dei GALVANINI è la prima nella storia del Rugby Valpolicella:
Ernesto “Tino”: uno dei numerosi Piccoli che hanno solcato il campo del Valpolicella, grande amico, generoso e sempre disponibile ad un aiuto, non veloce ma si sapeva destreggiare con la visione di gioco e la grinta;
Giorgio: altro Rudi Valentino gran parlatore e scaltro nello schivare gli avversari e portare a termine l’azione di gioco con successo;
Gian Bruno: ha cominciato come giocatore ma poi ha preferito dare il suo prezioso contributo come dirigente;
Maurizio “Mao”: gran parlatore della serie - le donne? tutte mie. Il bello? della congrega ma in campo era una furia anche se spesso stava attento a non spettinarsi;
Stiliano “Tita”: l’intellettuale della compagnia, sempre impegnato in lunghi ed interminabili discorsi e considerazioni su tutto, grande corridore, placcatore e perennemente in contrasto con gli allenatori. Ottimo giocatore potrebbe essere un buon allenatore se ne avesse il tempo;
E ANCORA :
Fedrigo Marco: ottimo, sicuro, un grande. Ha dovuto smettere troppo presto per quello che poteva dare al rugby;
Ferrari Fiorenzo “Fero”: era proprio fatto di ferro, me lo ricordo come un distruttore di avversari, uno scaltro mediano di mischia che sapeva farsi rispettare anche a suon di testate, nel senso che lui affrontava il placcatore abbassandosi e quindi sono state numerose le volte che il povero avversario si beccava la più grande testata della sua carriera;
Toffalori Gian Luigi “Tofa“: il deciso, sicuro di quello che voleva in campo, purtroppo ha giocato troppo poco per quello che avrebbe potuto dare alla squadra;
Zardini Antonello “Anto“: anche lui grande parlatore ma nascondeva un velo di timidezza nella sua ostinata sfrontatezza.
"I NEGARINIANUM"
Provenienti dalla Vallata di Negarine
Da questa nobile tribù, oltre al fondatore, venivano due grandi “Signori”:
Signoretto Vladimiro “Spencer”: uno di mischia che non esitava ad andare sotto pur di conquistare il pallone, grintoso , generoso e...... sposato, per cui ha chiuso la propria carriera quando poteva ancora dire la sua e dare un apporto fondamentale alla squadra;
Signoretto Franco “Peli”: la grinta che aveva in corpo non gli ha impedito di giocare il secondo tempo, della prima partita di campionato della Nostra storia, a Milano contro il Cus Milano. Nonostante si giocasse su un terreno ghiacciato e che, dopo un placcaggio mitico, si è procurato l’escoriazione di tutta la gamba, ha voluto portare a termine la partita più importante della storia del rugby giallo-rosso. Per la cronaca la partita è finita 66 punti a 6, fatti di piede da “Ciano” Ballarini; Ci siamo trovati tutti abbracciati in mezzo al campo felici di quei importantissimi SEI punti e con gli spettatori che applaudivano per tanta felicità, grinta e voglia di non arrendersi, Mai. Questo è uno dei più commoventi ricordi che abbiamo di questo grande personaggio e di questa Mitica partita;
Perin Giorgio: un abile ed estroverso giocatore, di qualità con buone possibilità di maturazione, se avesse continuato.
"I CORRUBIOLUM"
Provenienti dalla Vallata di Corrubio
Altra tribù DOC di qualità:
Valentini Marco “Truci”: un piccoletto di acciaio, il terrore degli avversari, non aveva paura di nessuno, un placcatore dalla grinta eccezionale ed un grande animatore del gruppo;
Valentini Vannio “Cipo”: il fratello buono, calmo e tranquillo e che in campo dava tutto se stesso;
Toffalori Vittorio: un timido che di più non si può, mi sono sempre chiesto perché giocasse a rugby, ma sicuramente lo faceva per stare con gli amici, e questo bastava a tutti. Ora, stroncato da una grave malattia ci guarda da lassù tifando sicuramente per tutti noi;
"I PEDEMONTANUM"
Provenienti dalla Vallata di Pedemonte
Accordini Tiziano “Titia”: l’amico che tutti vorremmo avere, serio, onesto, generoso, laborioso e che comunque, sole o acqua, sapevi che c’era, come quella volta che, tornando da una partita, ci ha portati dritti nella caserma dei Vigili del Fuoco, dove prestava servizio militare, per spegnere il principio d’incendio del pulmino rimasto senza acqua. Ora c’è un altro fuoco da spegnere, ma sono sicuro che ci riuscirai. In bocca al lupo caro Vecchio Titia;
Ballarini Luciano “Ciano”: Testardo, generoso, un gigante buono sia da giocatore che da allenatore, capace di farsi voler bene, dai suoi giocatori e dagli amici. Quante ne abbiamo passate assieme, è naturale avere punti di vista diversi, ma è altrettanto naturale capirsi, spiegarsi, aiutarsi soprattutto dopo tutti questi anni passati, contribuendo a far crescere questa Società, con lo stesso identico obbiettivo anche se con strade diverse;
Piovesan Vittorio “Vito“: alto, grintoso con una gran voglia di rendersi utile, e ci riusciva;
Riolfi Antonio “Late“: impacciato, ma con una grande voglia di giocare, anche a rischio di brutte figure, un bravo giocatore;
Venturini Luigi “Cogno”: un altro ragazzo capace, timido, generoso e con grandissima voglia di giocare a rugby.
"I CENGIAROLUM"
Provenienti dalla Vallata di Cengia
Sicuramente, senza timore di smentita, la tribù più nobile che ha dato i natali a due giocatori tra i più prolifici nella storia archeologica giallo-rossa:
Righetti Gian Luigi “Giangi”: il più Piccolo tra i Piccoli, un corridore incallito, sicuramente il più timido della compagnia, ma in campo si trasformava e diventava sfrontato, sgusciante, era il terrore degli avversari tanto correva, ed era difficile placcarlo tanto era piccolo. Non che ora sia tanto più alto, in compenso da molti anni occupa un posto nella stanze importanti del Valpolicella. Decisioni non sempre facili da prendere, ad alcuni piacciono, ad altri meno, ma comunque sempre prese con una mano sul cuore e nell’interesse del Valpolicella;
Riolfi Maurizio “Ciobi”: un Vero gigante, ora, allora era un paffutello di 16 anni che si affacciava ad uno sport rude e difficile, ed in questo sport ha dato tutto (salvo nel periodo della caccia, altra incontenibile passione). Ha provato anche ad allenare e potrebbe farlo ancora con grandi risultati.
"GLI STRANIERORUM"
Provenienti dalle Vallate Estere
Oltre frontiera vi erano varie tribù, ma alcuni della tribù degli Stranierorum erano ex giocatori e quindi di un certo rilievo in Valpolicella:
Barbazzeni Fiorenzo: un amico di Pescantina che dava sempre il massimo impegno per questo gioco;
Cucchierato Renato: di Verona, una buona seconda linea poi passata al Cus Verona, per motivi di residenza, con grande dispiacere per gli amici;
Manzati Lorenzo “Dumbo”: di Bussolengo, buon giocatore con grande impegno e di grande allegria;
La Perna Raffaele “Lele”: un tipo da prendere in giro con gusto, un amico, buona visione di gioco (per quel che ne sapevo, ora a vederlo arbitrare mi sono spesso chiesto se mi sbagliavo). Buon caro Lele, porta sempre in Valpolicella la tua allegria ed il tuo ottimismo. Fa sempre piacere vederti.
"GLI EROIRUM"
Provenienti dalle Vallata degli Eroi
La tribù più grande, la più importante fra tutte le tribù di questa terra.
A capo di tutta questa masnada di senza patria c’era il Fondatore, colui senza il quale non esisterebbe questa splendida realtà:
Ruzzenente Sergio “Sergio”: pensate che se non si fosse trasferito qui a Negarine non starei qui a scrivere la cronistoria della nascita di questa Società Sportiva, non esisterebbe un campo da rugby, non esisterebbe il Rugby qui a San Pietro in Cariano.
Sergio il primo anno di attività, vista anche l’assenza completa dei genitori, ci trasportava con la sua auto, facendo numerosi giri, da casa sua, luogo di convocazione per le partite in trasferta, fino alla stazione ferroviaria dove prendevamo il treno verso le varie destinazioni di gioco. Lui nel frattempo raggiungeva in auto la stazione di arrivo e ci portava al campo di gioco anche in 6-7 per volta. E questo anche al ritorno. Noi ci divertivamo ma Lui.......anche.
Ha portato in Valpolicella un altro Grande della sua tribù:
Ferraretto Lino “Sigareta”: un pluri scudettato delle Fiamme Oro Padova, un Nazionale, anche nella vita. Uno Zio per tutti noi, un Signore in campo. Noi Tutti siamo orgogliosi di aver giocato a rugby con Lui. Mi sono sempre chiesto come facesse ad essere sempre nel posto giusto al momento giusto, senza correre troppo, con il minimo sforzo, ora lo so. Era l’esperienza e la grandissima visione del gioco che aveva. Lino non c’è più. A Lui ed al figlio Paolo abbiamo dedicato un torneo minirugby, che si gioca il 25 aprile di ogni anno, in onore di quanto ha fatto per tutti Noi. Il Rugby che ora starà sicuramente giocando lassù con i più Grandi della Palla Ovale Mondiale. Ciao Lino il tuo ricordo resterà per sempre nei cuori di chi ti ha conosciuto e amato.
"I DIRIGENTORUM"
Il primo Consiglio Direttivo della Nostra Storia era formato dai seguenti Neandertaliani:
Presidente: Carradori Fausto;
Vice Presidente: Ruzzenente Sergio;
Consiglieri: Zantedeschi Danilo, Giovane Franco, Bighellini Roberto, Ballarini Zefferino, Perin Renzo, Benedetti Renzo,Galvanini Gian Bruno;
Segretari: Ballarini Luciano, Righetti Guido;
Allenatore: Cazzadori Dino.
Trovo giusto, inoltre, ricordare anche tutti coloro che pur arrivati qualche anno dopo, hanno dedicato al RCV tantissimi anni della loro vita, come Giocatori, Dirigenti o Semplici Appassionati di questo Sport, e che tutt’ora danno il proprio contributo in modi diversi:
Piazzola Renata in Ruzzenente (quanto deve averci sopportato nei primi anni), Franca La Perna, Trevisan Adriano, Perini Renzo, Micheletti Giovanni, Damoli Renzo, Ruzzenente Luciano, Righetti Carlo, Corradini Artidoro, Franciosi Carlo, Giovane Franco e la moglie Julie, Ravani Gian Carlo, Residori Pietro, Marconcini Nicoletta, Marconi Bruno, ........ e tanti, tanti altri ancora.
Probabilmente Vi chiederete come sia possibile che questi ragazzacci siano stati TUTTI Belli, Bravi, Senza Difetti, come si evince da quanto scritto finora. Ognuno di Loro aveva i propri pregi e difetti, giocavamo a rugby in modo primitivo e rozzo, ma nei miei ricordi, vuoi per la passione, vuoi per la nostalgia o per l’amicizia che mi lega a tutti loro, sono senz’altro così come li ho descritti.
"IL COVUM"
ll ritrovo per tutti questi Neandertaliani era il semplice “Bar Tubo” di Castelrotto, in quanto non esisteva ne un campo sportivo, degno di questo nome, né una sede vera e propria, ma solo la voglia di giocare. E questo ci bastava, eccome se ci bastava.
Il destino ha voluto che il Comune cominciasse la costruzione di quello che oggi è il Nostro Campo per il Gioco del Rugby ma, per motivi di esproprio, ha dovuto farlo 10 ml più stretto (dalla parte delle tribune), per cui non potendo costruire gli spogliatoi, ed avendo la necessità di far giocare un’intera Società (la Nostra), con il contributo dell’RCV (Sergio) ha costruito quella che sarebbe diventata dopo alcuni anni, la Nostra Club House.
La Club House è la Nostra Storia, il Nostro Orgoglio, il Nostro Futuro, è l’Immagine del R.C.Valpolicella per tutti coloro che vi entrano, siano essi Genitori, Giocatori od Avversari. Deve essere Rispettata come una Bomboniera, come un Gioiello, e non trattata come un Bar di Paese.
E questo lo esigono tutti coloro che negli anni passati hanno contribuito a fare la Storia del Rugby Club Valpolicella.
ZONA PROTETTA
Come vedete la maggior parte dei Neandertaliani provengono dalla vallata che circonda quel paesello, arroccato sulla collina, e che risponde al nome di Castelrotto, onde per cui propongo che tale zona sia proclamata ZONA DECALCIZZATA ED ADIBITA ALLA CULTURA DEL RUGBY, oppure ZONA PROTETTA DA INVASIONI EXTRA-RUGBYSTICHE o meglio ancora PARCO NAZIONALE DELLA PALLAOVALE.
DOVE SONO?
Le strade della vita, a volte, ci portano lontano dalle amicizie o dai luoghi, ma certamente non dai ricordi. A Voi Tutti che in questi anni Vi siete allontanati dal Rugby Club Valpolicella, ricordo che questa Società è soprattutto Vostra e quindi siete sempre i benvenuti in questo Club. La mia speranza è quella di vedervi in questa Club House, e non preoccupatevi se saranno in pochi a riconoscervi, qualcuno di Essi provvederà a presentarvi a tutti coloro che non vi conoscono
Giangi







